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3 aprile 2014

What is a Lapbook?


Il termine " LapBook" è stato coniato da Tammy Duby , una madre homeschooler  e scrittrice dalla Virginia  (USA).


I Lapbooks sono un meraviglioso strumento educativo e non solo, una sorta di scrapbooking che incontra l’homeschooling.

Un lapbook è generalmente una cartella di file che contiene una serie di "mini libri" di diverso formato, pieghevoli, tasche e altro materiale che sviluppa informazioni sul tema centrale scelto, dati, schemi, illustrazioni e stampabili.

È possibile utilizzare una serie di materiali per creare il tuo lapbook come carta colorata, cartoncino, carta a righe/quadretti, forbici, adesivi, matite, pennarelli, colla, materiale naturale, ecc…

Che cosa includere nel vostro lapbook è interamente scelta vostra.
Non esiste un modo giusto o sbagliato di produrre un lapbook.
Ogni lapbook è una creazione originale.

Il lapbooking è un grande veicolo per insegnare sia contenuti che processi.
Il processo è quello che aiuterà i bambini attraverso la vita - ricerca, progettazione, creatività , presentazione, valutazione.

Quali sono quindi i vantaggi del lapbooking?

È economico, perché per crearli si possono utilizzare materiali di riciclo o comperarne di poco costosi.
È creativo, perché ogni lapbook è diverso a seconda di chi lo pensa e di chi lo realizza.
È plurale, perché si possono utilizzare molteplici risorse, libri di testo, biblioteche, internet, esperienze personali, ecc…
È facile, perché si può adattare alle proprie manualità ed esigenze, inoltre si possono utilizzare dei modelli prestampati.

Oltre ai vantaggi educativi, un lapbook è un vero tesoro.
I nostri figli riguarderanno frequentemente le loro creazioni e ci racconteranno del come e del perché delle loro avventure.

Per produrre un lapbook non necessariamente si deve essere un super creativo, penso che il modo migliore per iniziare sia quello di scavare tra le tante fantastiche risorse disponibili in rete e cogliere la giusta ispirazione.

Free Lapbooking Resources





16 ottobre 2013

Around the World

Oggi parlo di un libro e un'attività che si inserisce perfettamente nel nostro curriculum formativo per quanto riguarda gli studi sociali.

 "Sticker Dolly Dressing Around the World"
Illustrated by Jo Moore, written by Emily Bone and designed by Stella Baggot


Il libro presenta 12 contesti culturali differenti nei quali vi sono dei personaggi da vestire con i loro abiti tradizionali; possiamo trovare il kimono del Giappone, il buba della Nigeria, gli abiti per il flamenco della Spagna e molti altri.

Il bambino impara così i nomi dei costumi e la loro importanza culturale, inoltre è un modo divertente per introdurre lo studio di varie discipline quali la storia, la geografia e le competenze di mappatura.
Nel libro è infatti inclusa una mappa che insegna la posizione di ogni paese raccontato tra le pagine.
L'abbigliamento di ogni vignetta è dettagliato e molto colorato.
Gli adesivi potrebbero essere troppo delicati, soprattutto per i bambini più piccoli, quindi potrebbe essere necessario un po' di aiuto.
La qualità di questo prodotto è ottima, inoltre se si commette un errore nel posizionare gli adesivi si possono staccare facilmente senza danneggiarli.

M ed io abbiamo trascorso un divertente pomeriggio tra le pagine di questo volume e le tante informazioni recuperate nei libri di geografia e di storia.
alcuni worksheets molto utili per completare i paesi che non sono presenti nel libro. 


Alcuni siti che abbiamo utilizzato durante questa attività:

12 ottobre 2013

Sign up for the Worldwide Culture Swap!

In questi giorni ho trovato tra le tante pagine del web un altro sito che mi ha coinvolto molto:
http://www.worldwidecultureswap.com/.

The Worldwide Culture Swap è una libera iniziativa, un progetto volto a sensibilizzare i bambini verso la delicata tematica dell’intercultura.

Educare all’intercultura significa promuovere la conoscenza e lo scambio tra persone di culture diverse e insegnare la comprensione e il rispetto tra di esse.
E’ necessario fornire ai nostri figli una cultura che permetta di affrontare e contestualizzare temi di carattere interculturale per educarli alla comprensione e alla relazione tra colui che ci è vicino e colui che ci è lontano, promuovendo l’incontro e il confronto tra i bisogni, le idee e le emozioni di ognuno.
Penso che queste tematiche siano un cardine fondamentale per la crescita culturale e personale di ogni bambino.

Per accedere bisogna registrarsi, gratuitamente, nel sito.
Una volta completata l’iscrizione sarete contattati e collocati in un gruppo con altre 5 famiglie provenienti da tutto il mondo con le quali creerete una sorta di ponte.
L'obiettivo è di condividere, con ogni famiglia, le informazioni del paese in cui si vive in modo che si possa ottenere una descrizione generale della cultura del proprio paese.
Ciò si realizza mediante l'invio di un pacchetto (rivolto al bambino o ai bambini) con gli oggetti che si sono scelti per creare una buona panoramica delle caratteristiche del nostro paese.

"Bringing you the world, one package at a time", questo il motto del progetto.

Penso che sia un'esperienza straordinaria per i bambini, essi saranno coinvolti nello scegliere gli oggetti che rappresentano la loro cultura e potranno scambiarli con quelli che un altro bambino in un luogo lontano del mondo ha appositamente scelto per lui.
Noi stiamo aspettando di essere inseriti nel prossimo gruppo!

Ecco alcuni esempi di ciò che potrebbe essere inviato:
una lettera con le informazioni sui costumi locali, la geografia e il clima,
una foto dal bambino che invia il pacco,
una ricetta tradizionale locale,
una cartolina o una foto del paese/città/monumenti famosi etc,
informazioni su mestieri tradizionali,
la bandiera nazionale o un simbolo, un piccolo oggetto o giocattolo pertinenti al nostro paese (magnete, portachiavi, souvenir, ecc).

11 ottobre 2013

Make a Herbarium

Se siete amanti della natura e, insieme ai vostri figli, osservate spesso le flora che vi circonda, troverete molto stimolante proporre loro di realizzare un erbario.

Cos’è un erbario?
Un erbario è una raccolta di piante essiccate e identificate classificandole secondo vari criteri o una struttura museale espressamente dedicata alla conservazione e alla consultazione di tale materiale.
Nel nostro caso faremo riferimento alla prima definizione del termine.

Quasi tutti gli ambienti naturali sono adatti per la ricerca di piante per l'erbario, anche nelle città è possibile trovare degli esemplari molto interessanti, basta non prendere campioni dai parchi e dai giardini!
Sarebbe però perfetto poter contare sulla ricchezza di fiori e piante che vivono nei boschi, in campagna o sulle coste.

Questa è una lista delle informazioni che si potrebbero registrare nel nostro erbario:
· Nome: locale e scientifico;
· Località: essere precisi, inserire una mappa dell’area sarebbe perfetto;
· Habitat: caratteristiche del terreno, tipo di vegetazione, associazioni con altre piante;
· Portamento della pianta: descrivere la dimensione e la forma della pianta (albero, arbusto, ecc );
· Steli e tronchi: altezza e diametro, colore, consistenza, spessore e durezza;
· Foglie: decidue o sempreverdi, colore, consistenza e aspetto generale, orientamento;
· Infiorescenze e fiori: colore, aspetto (se aperto o chiuso);
· Frutti e semi: dimensione, forma, colore, consistenza;
· Organi sotterranei: forma e dimensione;
· Odore: appuntare le caratteristiche del profumo, specialmente delle parti tagliate e dei fiori;
· Linfa o lattice: notare il colore, la consistenza;
· Possibili usi.

Scattare delle fotografie di ogni pianta nel suo ambiente naturale inoltre può arricchire la qualità del nostro erbario, non solo esteticamente, ma anche dal punto di vista scientifico.

Quali sono i passaggi?
In primo luogo è necessario raccogliere le piante in modo corretto.
Assicurarsi di dare le informazioni necessarie ai vostri bambini sulle piante che possono provocare reazioni allergiche o pungere, ecc. prima di iniziare a raccoglierle.
Se è possibile, scegliere tutte le parti della pianta che abbiamo deciso di inserire nel nostro erbario (radice, corteccia, foglia, fiore, frutto, seme, ecc).
Successivamente è necessario trovare un luogo temporaneo idoneo dove le nostre piante non marciscano o sistemarle direttamente tra i fogli dell’erbario pronte per l’essiccazione.
Posizionare con cura le varie parti della pianta in modo che si possano mostrare in modo chiaro.

Per il compleanno hanno regalato a M un erbario e questa estate, andando a trovare una cara amica nel suo vivaio, ne abbiamo approfittato per prendere le foglie e i fiori necessari per poterlo cominciare.
Abbiamo passeggiato tra le varie sezioni del vivaio, raccolto petali e foglie (i semi, le radici e le altre caratteristiche le abbiamo cercate a casa) e disposti sul cartoncino apposito con il nome di riferimento.

Ci sono vari libri disponibili per la classificazione delle piante, alcuni sono molto completi, altri sono manuali relativi ad un particolare gruppo di piante (ad esempio di una certa area geografica o di un habitat tipico, ecc.), ma nessuno di questi potrà coprire tutti gli esemplari che si possono trovare durante i nostri possibili viaggi.

Leggendo nei libri che abbiamo nella nostra libreria M ha ricordato con entusiasmo le sequoie, i cipressi e i Joshua Tree della California e la lussureggiante vegetazione delle paludi alle Everglades in Florida che ha potuto visitare negli anni scorsi.


Curiosità
Le origini dell’erbario.
Il primo botanico riconosciuto come l'inventore dell'erbario è Luca Ghini (1490-1556) da Bologna.
E’ tra i primi botanici ad utilizzare il metodo di conservazione e catalogazione delle piante degli erbari mediante essiccazione, ottenuti sottoponendo a forte pressione i reperti tra fogli di carta.
Era un medico e insegnante ben noto tra gli atenei di Bologna e Pisa, dove fonda nel 1545 l’Orto dei Semplici, il primo orto botanico universitario del mondo.
Nello stesso anno fonda l'Orto botanico di Firenze che, con quello di Padova, è tra i primi orti botanici universitari del mondo, utilizzati come sussidio didattico e per la ricerca.
Non si hanno particolari informazioni circa il suo erbario, che è andato perduto, anche se quello dell'allievo di Ghini, Gherardo Cibo, è ancora conservato a Roma.
In diverse città europee, sono attualmente conservati più di venti erbari creati prima del 1600.
La prima pubblicazione registrata relativa alle specifiche per realizzare un erbario è datato 1606, scritta dal Bruxelles nativo Adrian Spieghel .

Una volta finito avremo un prezioso oggetto di scienza e, in alcuni casi, un’estrosa opera d’arte.



4 ottobre 2013

Lucca Comics with kids













La domenica forse non è il giorno più tranquillo per visitare Lucca Comics con dei bambini, ma se durante la settimana si lavora non rimane che azzardare.

M legge molti fumetti e noi le narriamo le avventure dei nostri supereroi preferiti che ha imparato ad amare e a farli suoi.

Il nostro sogno sarebbe andare alla Comic-Con International a San Diego, la fiera ludica più importante del mondo, ma per ora ci divertiamo a Lucca.
http://www.comic-con.org/

Abbiamo prenotato per il sabato sera al Casale La Sterpaia in mezzo al Parco del San Rossore a Pisa.
http://www.dormirenelparco.it/
Una sosta troppo breve per una recensione adeguata, ma ci siamo trovati bene.
La cornice naturale è molto rilassante, abbiamo cenato nel ristorante adiacente all’hotel con prodotti tipici della zona e la camera era pulita e spaziosa.

Prima di arrivare all’hotel abbiamo portato M a vedere la torre di Pisa di cui aveva letto tanto sui suoi libri.
Era bellissima di sera illuminata e...storta!
Per approfondire, oltre ai libri di geografia, anche un’app molto interessante:
Leaning Tower Up
Sviluppa gli aspetti storico-artistici della piazza, fornisce una galleria di foto dettagliate, un tour virtuale, le info sui costi d’ingresso dei vari musei e le mappe di Google per raggiungerli facilmente.

Dopo una buona colazione partiamo alla volta di Lucca tuffandoci nel traffico della convention.
Il centro di Lucca è molto gradevole, ma anche molto piccolo e già dal primo mattino era congestionato.

C’erano moltissimi cosplayer (http://it.wikipedia.org/wiki/Cosplay ) in città e M non sapeva da che parte guardare; molti i personaggi a lei noti, altri sconosciuti ma stravaganti e colorati, altri ancora terrificanti e cupi.
Non tutte le sezioni della fiera infatti sono adatte ai bambini, quindi ci vuole un po’ di accortezza nello scegliere cosa proporre ai nostri figli.
Considerata la grande confusione, dopo un giro di perlustrazione, abbiamo deciso di dividerci, io e M siamo andate nell’area junior e il papà in giro a caccia di curiosità.

Area Junior
Ogni anno Lucca Junior sceglie un tema intorno al quale girano le proposte culturali e di intrattenimento del padiglione e, nel 2012, venne scelto come filo conduttore il Futuro.
Nei  giorni del Festival si é quindi parlato, giocato e letto, di fantascienza, di mondi lontani, inventati e possibili, ma anche di ecologia, sostenibilità e di tutto quanto poteva servire ad immaginare insieme ai più piccoli un futuro più a misura d’uomo e di bambino.
Futuristici laboratori, incontri con autori e illustratori, mostre, concorsi, spettacoli teatrali e giochi sono stati il fulcro delle attività di questo padiglione.
Per M era perfetto, quindi ne abbiamo approfittato facendo quasi tutti i laboratori, partecipando ad alcuni incontri e visitando tutti gli stand del padiglione!!

Laboratori:













L’E.T. RICICLATO

Che faccia avrà un extraterrestre? Sarà verde, giallo, argento di latta o trasparente? Sicuramente avrà un aspetto interessante e siccome si dice che li alieni siano più intelligenti di noi, chi ci dice che non abbiano anche l’accortezza di riciclare i materiali gettati, magari per generare i loro stessi corpi?
I tanti bambini presenti hanno potuto sperimentare come dall'assemblaggio di materiali di scarto è possibile creare un fantastico extraterrestre.
X TOY - IL PUPAZZO A RAGGI X
Da che mondo e mondo i piccoli hanno sempre avuto il desiderio di stringere fra le braccia un morbido
pupazzo, li rincuora li rassicura li immedesima nei giochi dei ruoli
Dopo i pupazzi di pezza, quelli di peluche e di gomma, perché non un pupazzo trasparente con un pancino pieno di..caramelle?
IL GUFO ORBITALE
Il gufo è un uccello prediletto da maghi e fattucchiere
Hanno realizzato un gufo avveniristico in cui occhi, testa e corpo erano creati in modo concentrico, utilizzando un unico nastro di carta e piume colorate per ornamento.

Nel tardo pomeriggio, ormai nota la passione di M per lo spazio, abbiamo deciso di accompagnarla all’incontro/laboratorio con l'astrofisica Lara Albanese.

Lara Albanese (Parma, 1967) è laureata in fisica, specializzata in scienza e tecnologia dei materiali e abilitata all’insegnamento alle scuole superiori di matematica fisica. Dopo alcuni anni durante i quali ha svolto attività di ricerca, ha preferito dedicarsi alla comunicazione scientifica divenendo, come l’ha definita un bambino delle elementari, una “raccontascienza”. Scrive libri (tradotti anche in cinese e coreano) e articoli per bambini e adulti, tiene corsi e conferenze, organizza spettacoli e caffè scientifici, progetta mostre scientifiche interattive, scrive testi per la televisione, svolge attività di ricerca didattica e partecipa a diverse trasmissioni televisive. Tutto questo nella speranza di mostrare a tutti come la scienza possa essere anche molto divertente.

E’ stato molto interessante e M, pur essendo stanca da una lunga giornata di camminate e laboratori, era attenta e curiosa.
Hanno letto un po’ del libro “Storie dei cieli del mondo” di Lara Albanese (che abbiamo subito acquistato!), costruito un astrolabio e parlato di stelle.

E’ stata una giornata molto intensa con un carico esperienziale da metabolizzare e condividere.


29 settembre 2013

Uncle Mick’s Pets

In perfetta sintonia con il nostro approccio educativo, ho deciso di sfruttare una delle passioni di mio cognato per una bella lezione sui rettili.
Da sempre mio marito e zio Mick cercano di trasmettere a M le informazioni necessarie per avvicinarsi in modo adeguato e senza paura ad un gruppo di animali molto particolare: i rettili.

“Come nasce questa passione? Chi ha un rettile in casa si sarà sentito rivolgere almeno una volta questa domanda. Non esiste una risposta univoca o comunque un filo conduttore  che accomuna tutti gli appassionati di rettili quindi mi limito a dare la mia risposta personale. L'appassionato di rettili trova soddisfazione anche solo nel vedere il suo animale in buona salute immobile dentro il terrario perché sa che e' in buona salute, perché ha appena mangiato, perché lo vede crescere, perché ha appena fatto la muta  o perché si ricorda di quando lo ha portato a casa dentro una scatoletta e durante i primi giorni non voleva saperne di mangiare. Il vero appassionato parla con orgoglio dei suoi esemplari e non gli importa che appartengano ad una specie rara o che siano varietà particolari, sono i suoi animali e ne va' orgoglioso perché stanno bene, perché magari e' riuscito a riprodurli o magari perché non saltano un pasto. Il vero appassionato tiene i suoi animali in maniera meticolosa, terrari sempre puliti, acqua cambiata regolarmente, pasti regolari e cure giornaliere. Il vero appassionato conosce perfettamente la specie che alleva, la apprezza per la sua livrea, per la sua indole e le sue caratteristiche e non gli interessa di mostrare con orgoglio a familiari ed amici che e' riuscito ad "addomesticarlo". Il vero appassionato e' stato o sa che potrebbe essere morso, si comporta con prudenza anche con i rettili che conosce, parla con un contagioso entusiasmo dei suoi animali e li mostra con orgoglio ad altri appassionati in grado di apprezzarli.”
Pier Luigi Vianello

Io non riesco ad avvicinarmi con naturalezza alla maggior parte di queste specie, ma vorrei che M avesse le giuste nozioni per poterlo fare senza false paure.
I primi tempi anche per lei non era istintivo percepirne il fascino, forse già contaminata da errati preconcetti, ma la curiosità e la nostra costanza l’ha accompagnata e rassicurata rendendo questo mondo più noto e meno spaventoso.  
Giorno dopo giorno, con il prezioso aiuto dello zio Mick, abbiamo raccolto molti dettagli interessanti sulla vita di questi piccoli ed affascinanti animaletti.
Dall’esperienza sul campo alla teoria abbiamo fatto delle ricerche sui libri e utilizzato internet per migliorare le nostre competenze.  


Uromastyx Ocellata
Uromastyx è un genere della famiglia Agamidae (sono una famiglia di rettili lacertidi diffusi nel sud est asiatico, nelle zone calde dell'Africa e in Australia) del sottordine dei Sauri (le lucertole nei paesi di lingua latina e slava).
Sono sauri deserticoli ad attività esclusivamente diurna e si cibano di vegetali, semi, fiori, arbusti e sterpi.
La colorazione varia dal marrone opaco al verde e al giallo, a seconda dell'età e del sesso.
La brillante colorazione e le marcature dell'adulto conferiscono un aspetto suggestivo, e questo ha reso una specie popolari nel commercio di animali domestici esotici.
Possono raggiungere la lunghezza di 28-32 cm.
Sono animali molto attivi durante il giorno.
Questa specie vive spesso in piccole colonie.
Generalmente depongono le uova, con la schiusa dopo 8-10 settimane.
Le uova vengono deposte nella tana dalla femmina in tarda primavera o inizio dell'estate e le larve rimangono nella tana per diverse settimane prima di partire per stabilire una loro tana.
Può vivere per circa 25 anni.


Python Regius
Il pitone reale, detto anche “pitone palla” per la caratteristica forma che assume se disturbato o intimorito nascondendo la testa tra le spire, è un serpente della famiglia dei Pitonidi, originario dell'Africa occidentale.
Possiede un colorito brunastro con macchie e striature nere che gli donano una livrea particolarmente piacevole alla vista, inoltre ha una testa dalla peculiare forma detta a cuore che lo contraddistingue rispetto ad altri boidi.
È un ofide (serpente) molto longevo che vive in condizioni ottimali anche 20-30 anni.
E' oviparo, la femmina depone in media da 1 a 13 uova covandole per 50-60 giorni fino alla schiusa.
Alla nascita i piccoli misurano da 25 a 40 cm, mentre la lunghezza degli adulti è compresa normalmente tra i 90 e i 130 cm.
Il Pitone reale è tra i più timidi e mansueti rappresentanti della sua famiglia: normalmente si lascia maneggiare senza alcun problema, ma non si deve mai tentare di forzare le spire per scioglierlo; comunque, prima di colpire, avverte sempre il disturbatore soffiando rumorosamente.
Si nutre di piccoli roditori e mammiferi che uccide per costrizione, talvolta anche di piccoli volatili essendo un animale semiarboricolo.
Non è difficile incontrarlo comunque, specialmente di notte, periodo prediletto per la caccia.


Boa Constrictor Imperator
Boide dalle notevoli dimensioni, che raggiunge e supera facilmente i 200 cm, raggiungendo dimensioni medie di anche 250 cm, per oltre 8-9 Kg di peso.
La colorazione è molto variabile a seconda della zona di origine dei singoli individui.
La testa è grossa e ben distinta dal robusto corpo.
Il colore del corpo può variare dal giallo ocra, a differenti tonalità di bruno e “rosso”, sino a toni decisamente scuri di grigio.
Il ventre varia dal bianco panna, al giallastro, al rosa, al rosso, al grigio.
Essendo un serpente di notevoli dimensioni e mantenendo una buona attività anche in età adulta, è bene allevare questi boidi in terrari abbastanza capienti, per permettere loro di potersi muovere liberamente e mantenere così una buona tonicità muscolare, senza divenire obesi e statici.
Come tutti i Boa constrictor, è ovoviviparo, cioè mantiene all’interno di se le uova, costituite da una morbida membrana e non da un guscio calcificato, sino a quando sono completamente sviluppati i cuccioli, a quel punto li partorisce già formati ed autonomi, lunghi circa 40-50 cm.
Il numero dei piccoli è estremamente vario, e può spaziare da una decina ad oltre 30.

 

Pogona Vitticeps
Comunemente chiamata "drago barbuto" è un sauro che varia come dimensioni fra i 40 cm e i 60 cm , di indole solitamente pacifica per questo molto apprezzata, endemica di alcune zone dell’australia, si può trovare in foreste semiaride, deserti e savane, vive in luoghi molto caldi di giorno con forti escursioni notturne.
La Pogona è un animale onnivoro, la sua dieta deve essere il più varia possibile e deve spaziare da ogni tipo di insetto fino a ogni tipo di vegetale.
In base alla taglia dell’animale il numero di uova potrebbe variare da un minimo di 10-12 a un massimo di 35.


Pantherophis Obsoletus
E' un colubride (una famiglia di serpenti) non velenoso che si trova in Nord America.
Raggiunge dimensioni relativamente importanti, comprese solitamente tra 150 cm e 180 cm, con un peso che spesso tocca e supera il Kg.
La testa è poco distinta dal corpo, i denti conici non sono molto sviluppati, ma date le dimensioni del cranio di un esemplare adulto, in caso di morso si sente un po’ di dolore.
Gli occhi non sporgenti hanno la pupilla tonda.
Si tratta di un colubride molto attivo, perciò necessiterebbe di terrari (è una teca che riproduce le condizioni più naturali possibili dell’habitat dell’animale che verrà ospitato, qualsiasi esso sia, prevalentemente un terrario sarà di legno o di vetro e avrà un’apertura frontale per poter accedere all’interno e delle prese d’aria fondamentali per il ricircolo di aria all’interno del terrario) di adeguate dimensioni, pur adattandosi, senza particolari problemi, anche all’allevamento in rack (è un sistema di “ vasche “ prevalentemente in plastica , a castello, scorrevoli e impilate in una struttura costruita a dovere).
La femmina deporrà mediamente da 10 a 15 uova, a seconda della suaforma fisica, della sua età e delle sue dimensioni.


Eublepharis Macularius
Appartiene alla famiglia dei Gekkonidi, genere Eublepharis che significa "dotato di vere palpebre".
Infatti questo tipo di geco come tutti gli appartenenti alla sua sottofamiglia ha palpebre mobili.
Proviene dalle zone rocciose aride e semi-desertiche che vanno dal sud-centro Asia all'Iraq, al nord-ovest dell'India passando per Afghanistan e Pakistan.
Hanno una testa larga e ben definita, un corpo e una coda robusti e zampe brevi con 5 dita per arto.
Sono nervosi da giovani ma innocui, mentre da adulti diventano tranquilli e docili arrivando persino a cibarsi dalle vostra dita.
Con una taglia massima da adulti di 20-25 cm questo sauro è facilmente maneggiabile.
La loro coda può rompersi facilmente.
I piccoli alla nascita pesano 2,5 - 3 gr mentre da adulti possono arrivare a superare i 100 gr.
I gechi leopardini sono insettivori ma sporadicamente accettano anche pezzettini di frutta e sono molto golosi di miele.
Si può basare l'alimentazione degli esemplari adulti sui grilli.
La muta è un segno di buona salute e di solito occorrono pochi minuti per effettuarla con successo.
Pochi giorni prima della muta noterete che il geco diventa sempre più opaco fino a diventare praticamente bianco.
Sono animali crepuscolari e notturni.
La femmina da adulta avrà da 5 a 8 covate l'anno.
Le uova devono essere rimosse il prima possibile per evitare che vengano schiacciate o capovolte e sistemate all'interno delle vaschette per incubarle.



Bobina Orientalis
Le Bombine provengono dalle regioni temperate di Cina, Corea e Russia sud-orientale.
Il loro habitat preferito sono le risaie, gli stagni, gli acquitrini, le pozze perenni e i ruscelli a corso lento.
Come tutti gli anfibi, gli adulti sono carnivori e predano invertebrati come larve, farfalline, ragni, zanzare, ecc.
È un piccolo anfibio (circa 4,5 cm) piuttosto attivo, facile da allevare.
Ha una vivace colorazione verde e nera nel dorso e arancio e nera nella pancia.
Il colore ha la funzione di avvertire i potenziali predatori della sua tossicità, in quanto la pelle secerne sostanze irritanti.
Se ingerita da un altro anfibio o da un animale domestico può causare intossicazione.
Dopo averla maneggiata (cosa che deve avvenire solo se strettamente necessario) ci si deve lavare con cura le mani.
In cattività la durata della vita è di 15 anni o più.
Questa rana necessita di un acquaterrario, per metà terrestre e per metà acquatico, con piante robuste, un coperchio e una buona areazione.
Le femmine producono circa 300 uova per volta che si schiudono in circa una settimana.

I nuovi arrivati, dei piccoli di Python Regius:
















Qualcuno vorrebbe “prenotare” una visita? ^_^

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28 settembre 2013

Finger Painting for Kids and...

La pittura con le dita per i bambini è un modo molto intuitivo e divertente per esprimersi.
Tutto ciò che serve è un po’ di vernice adatta e dei fogli, si immergono le dita in un barattolo di colore e si fanno scivolare la mani sul foglio.
Utilizzare il proprio corpo, mani o piedi, trasmette al bambino un senso di  familiarità e di fiducia con la materia, creando i presupposti per l'intuizione creativa.
I bambini imparano a conoscere i colori, ma anche a realizzarne di nuovi miscelandoli tra di loro.
Per  poter creare con i bambini è necessaria una vernice atossica, ce ne sono di varie marche in commercio, ma molti genitori amano produrla in casa.

Una della tante ricette:
- 3 cucchiai di amido di mais
- 2 gocce di glicerolo (si acquista in farmacia)
- 1 /4 di tazza di acqua fredda
- 1 tazza di acqua bollente
- colorante alimentare a scelta
In un pentolino si passa la maizena con un colino per evitare grumi.
Aggiungere l’acqua e mescolare bene con una frusta.
Infine mettere il tutto sul fuoco e far addensare e aggiungere il glicerolo.
Dopo averla divisa in vasetti di vetro o ciotole, aggiungere il colorante alimentare scelto. 
A partire dai colori primari che si trovano facilmente al supermercato nel reparto dolci (rosso, giallo e blu) è possibile crearne altri.
Dopo averli lasciati raffreddare sono subito pronti per essere usati!


Ricordare che, non sempre, atossico significa che si può mangiare o bere.
Se il colore si produce in casa non si sta creando cibo ma del materiale per il disegno e penso che la differenza debba essere esplicitata chiaramente; certo è che se si dipinge con un bambino che non può resistere a mettere le dita coperte di vernice in bocca, si dovrebbe considerare la possibilità di una vernice commestibile.

Ci sono alcuni accorgimenti che possono rendere l’esperienza più piacevole:
-La pittura con le dita smette di essere un’attività divertente se si è preoccupati che i colori vengano mischiati nei vari contenitori, quindi può essere utile non mettere a disposizione dei bambini il contenitore acquistato  ma versare un po di vernice di ogni colore in altri contenitori più piccoli, così facendo ogni volta si ritroverà il materiale per il disegno pulito e riutilizzabile.
-Comperare dei contenitori di vernice che una volta utilizzati possano facilmente mantenerla morbida per un altro giorno., non sempre in commercio si trovano delle chiusure particolarmente pratiche.
-Quando si pittura con le dita con i bambini molto piccoli, sarebbe più comodo avere dei grandi fogli di carta, sarà più facile per loro colorare sulla carta e non sul pavimento e molte mamme risparmierebbero grandi pulizie al pavimento.

Con M, dopo aver superato lo scoglio del sentirsi sporchi, fu un gran successo!


Sarebbe infine buona pratica accompagnare il bambino alla sua prima esperienza illustrandogli i vari modi possibili per immergete le dita nel barattolo, prendendo molta o poca vernice, utilizzando un solo dito o più dita, facendogli vedere che si otterrà un risultato diverso ogni volta; inoltre utilizzando una diversa pressione con le dita si potranno disegnare tratti molto differenti gli uni dagli altri.
Ai bambini più esperti si potrebbe insegnare ad utilizzare le dita separatamente con diversi colori.

Per gli adulti che volessero osare si potrebbe prendere esempio da Iris Scott e Judith Braun le loro bellissime creazioni: