18 giugno 2013

The Best Travel Movies

Questi sono solo alcuni dei travel movies che mi hanno affascinato ed ispirato
Una volta che ho finito di vedere uno di questi film, sento il bisogno immediato di impacchettare tutto ed esplorare il mondo.
Quindi, se siete alla ricerca di una motivazione per spingervi in un'avventura nel mondo, "spaparanzatevi" sul divano e guardate un paio di questi grandi capolavori con una ciotola di pop-corn. Basta che una volta ogni tanto riusciate a scendere da quel divano e sperimentare l'avventura, perché non importa quanto bene siano girati questi film, non potranno mai replicare le incredibili esperienze fuori dalla porta di casa vostra.

I RACCONTI DELLA MOTOCICLETTA

"1952. Due giovani studenti universitari, Alberto Granado ed Ernesto Guevara partono per un viaggio in moto che li deve portare ad attraversare diversi paesi del continente latinoamericano. Quella che doveva essere un'avventura giovanile si trasforma progressivamente nella presa di coscienza della condizione di indigenza in cui versa gran parte della popolazione. Quel viaggio cambiera' nel profondo i due uomini. Uno di loro diventera' il mitico "Che" mentre l'altro, ancora vivente, e' medico a Cuba. Uno degli applausi piu' lunghi alla proiezione stampa di Cannes 2004.
"...un film che propone la gioventu' come 'luogo' in cui scoprire dei valori personali e decidere di impegnarsi per degli ideali, risponde a un bisogno profondo. Due studenti che...si mettono in viaggio come spericolati turisti e si trovano alla fine 'uomini' perche'cambiati dentro"

Ambientato in Sud America questo film ricco di riflessioni offre incredibili immagini del paese, dai deserti alla foresta pluviale, vi faranno venire voglia di saltare su una moto ed esplorare il continente.

INTO THE WILD

"Into the wild è la libera trasposizione del libro di Jon Krakauer "Nelle terre estreme" diventato un classico della sottocultura urbana.
Sono due gli elementi che hanno guidato Penn nel doppio binario della regia e della sceneggiatura. Il tema della fuga ma soprattutto quello dell'inseguimento di un qualcosa che faciliti la conoscenza di sé.
Pura celebrazione della libertà e della ricerca della libertà, la pellicola racconta la vera storia di Christopher McCandless, un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all'interno della natura selvaggia. Il fascino della selvatichezza dell'ambiente, le difficoltà dei legami di sangue, l'individualismo contro il bisogno di amore e le contraddizioni dell'idealismo nelle sue spinte critiche ma anche arroganti.
Tutti le persone che Chris incontrerà lungo il suo peregrinare oltre a colmare un vuoto familiare, fonte di profonde sofferenze, amplificano l'idea di un percorso a stadi funzionale a liberarsi da qualsiasi dipendenza da ogni tipo di comfort e privilegio. L'acquisizione della saggezza avviene quasi per osmosi attaverso la spontaneità e la profondità degli incontri fatti."
"...Penn gioca di forti contrasti nell'alternare gli ampi spazi dei diversi paesaggi mostrati al costante senso di vuoto del ragazzo che risulta essere una pura estensione dell'enormità della natura."

Ci si incanta tra i paesaggi fino a sentirne il profumo della libertà che rappresentano.

LAWRENCE D'ARABIA

"Durante la guerra 1914-18 il tenente Thomas Edward Lawrence (1888-1935), agente del servizio segreto britannico, trasforma in guerriglia la rivolta degli arabi contro i turchi, guida i beduini alla conquista di Damasco e poi si ritira nell'anonimato. In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante, 7 premi Oscar (miglior film, regia, fotografia, colonna sonora, scenografia, montaggio e suono). All'epoca O'Toole fu una rivelazione. Ripristinato nel 1989 dallo stesso Lean in un'edizione di 212 minuti."

Immagini mozzafiato dello sconfinato deserto.


SIDEWAYS

"Le vie del vino sono infinite, ma anche profumate, gustose, limpide..."
"Il gusto di queste emozioni, hanno dato vita a un film, un road movie, dove l'amicizia fra due uomini di mezza età, è la dolceamara riflessione sul continuare a essere dei "novelli" giovani o apprezzare i piaceri della maturità, dell'invecchiamento.
Jack (Thomas Haden Church) è un attore di soap opera in procinto di sposarsi. Il suo migliore amico Miles (Paul Giamatti), bruttino, dolorosamente divorziato da due anni, e scrittore non proprio di successo, decide di fargli un regalo speciale. Una settimana sulle strade del vino della California, per un piacevole e intenso addio al celibato fra calici di nettare e campi da golf.
Incontreranno anche l'amore, e Miles conoscerà Maya (Virginia Madsen), che, come lui, vive per la gioia di una buona bottiglia.
Ironico e riflessivo, il film di Alexander Payne, delinea i personaggi, le loro forze, le loro debolezze, e le mette in parallelo al vino, alle modalità dell'invecchiamento, di conservazione, di degustazione. I sette giorni che Miles e Jack trascorrono insieme sono il percorso di crescita di due uomini, profondamente diversi fra loro, ma legati da un'amicizia ventennale. La cultura di Miles, espressa da un irresistibile Paul Giamatti (le sue battute scandiscono il film), si scontra con l'istinto animale e grezzo di Jack."

Gli orizzonti, le gite, le passeggiate e le cene piccoli rituali che scandiscono il viaggio tra i profumi dei vigneti californiani.

UNA STORIA VERA

"La vera storia di un 73enne deciso a far visita al fratello. I due non hanno mai avuto un grande rapporto. Alvin decide di affrontare il viaggio, intenzione che crea le giuste angosce alla figlia Rose. Ma il vecchio è irremovibile. Il viaggio non è facile, il mezzo che ha scelto è un trattore piuttosto malconcio e la strada è lunga da Laurens nell'Iowa a Mt.Zion nel Wisconsin. Molti gli incontri, compresa una coppia stralunata di fratelli meccanici (in perfetto stile Lynch). Il regista ha inteso dimostrare di saper costruire e dirigere una storia più realistica e lontana dai film visionari che lo hanno da sempre caratterizzato. La scommessa è riuscita in pieno, grazie anche alla bravura di Richard Farnsworth. Commovente, ironico e avvolgente è un film che resta."

Un "road movie a quindici chilometri all'ora" come l'ha definito l'art director Jack Fisk dallo Iowa al Wisconsin un paesaggio che riesci a gustarti appieno.

LITTLE MISS SUNSHINE

"Sheryl, moglie e madre per vocazione, alle prese con il secondo matrimonio, fatica a reggere le fila di un nucleo familiare assemblato a suon di copia-incolla: Richard, marito/padre alla ricerca ossessiva di un improbabile successo editoriale, Dwayne e Olive, rispettivamente adolescente ribelle e mini-reginetta di bellezza di provincia, il nonno, cacciato dalla casa di cura perché cocainomane, e, ultimo in ordine di arrivo, lo zio Frank, fratello di Sheryl reduce da un tentato suicidio. Una sgangherata famiglia, quella degli Hoover, che si ritroverà in viaggio su un cadente pulmino verso il concorso di bellezza per bambine più famoso della California, Little Miss Sunshine, per cui la piccola Olive è stata selezionata.
Il viaggio, a dir poco movimentato, ridefinirà i rapporti, e darà occasione a ciascuno, in modo inatteso e imprevedibile, di riconciliarsi con se stesso prima che con gli altri. Due registi esordienti, un cast di tutto rispetto, una sceneggiatura brillante sostenuta da un concept temerario. Ci troviamo dinnanzi a qualcosa di raro: un'opera fresca, capace di intrattenere e al contempo canalizzare emozioni in modo naturale.
Rigorosamente on-the-road, si celebra a tutto tondo l'eccentricità del paradosso umano, a passo spedito attraverso le potenziali paludi della tragicommedia, battendo sentieri prossimi alla black comedy fino ai lastricati viottoli del grottesco suggerito. La sensazione, esaurita la trance cinematografica, già di per se indicativa della qualità della pellicola, è quella di un'opera realizzata da qualcuno che aveva realmente voglia di farlo. Tutto ciò non è poco. Anzi, è tanto."

Un film esilerante a tratti psicologico, dove l'on the road ci accompagna con suo vento in faccia e l'asfalto sotto le ruote.

THE LORD OF THE RINGS

"Questo è un film destinato non solo ha chi ha letto e riletto la trilogia e ne è un tenace sostenitore, ma a un pubblico che voglia godere di un film ad alto tasso di spettacolarità capace però di conservare ai protagonisti delle caratteristiche di 'umanità' che non li facciano sentire distanti."
"Al di là delle vicende avventurose e dei numerosi effetti speciali, provate ad osservare le scenografie. Che si tratti della Nuova Zelanda fotografata come un luogo magico (e ai nostri occhi lo è) o delle ricostruzioni elettroniche o in studio, la cura dei particolari e il lavoro sulla trasfigurazione di correnti artistiche ed architettoniche è di un'efficacia tale da fare degli ambienti dei protagonisti. Il che significa anche non tradire Tolkien che aveva realizzato, come è noto, mappe dettagliate dei luoghi in cui aveva ambientato le vicende fantastiche."

Il tema del Viaggio è fondamentale nel racconto ma anche se è da intendersi come concetto simbolico non si può rimane impassibili di fronte ai magici fondali della Nuova Zelanda.

INDIANA JONES

Dall'Egitto all'India, Indy ci ha mostrato il mondo e la mitologia delle culture antiche. Il film ha esaltato l'avventuriero che c'è in noi e ha contribuito a promuovere l'amore per la storia. Inoltre ci ha fatto conoscere le meraviglie di Petra, in Giordania. Chi non ha voluto visitarla dopo aver visto "Indiana Jones e l'ultima crociata"? Nonostante il quarto capitolo, non molto brillante, questi film rimangono nella memoria per quel gusto di scoperta e viaggio che ti lasciano dentro.






EASY RIDER

"Billy e Wyatt, con i serbatoi delle moto imbottiti di droga, attraversano il sud dell'America in cerca di fortuna. Arrestati per aver sfilato insieme a una banda senza l'apposito permesso, vengono aiutati da un avvocato che decide di unirsi alla loro avventura.
Road movie sceneggiato dai due interpreti principali, Peter Fonda e Dennis Hopper, e diretto da quest'ultimo, Easy Rider è un racconto sulla libertà, un viaggio che ha per meta il Carnevale di New Orleans, la festa della città sul grande Delta.
E stavolta è necessario un racconto amarissimo e crudele, che alla fine indigna senza parole, per denunciare lo squallore e la paura della provincia bianca e borghese del sud nel 1969. Una paura che si manifesta rozzamente nei confronti di qualsiasi minima e pericolosa traccia di diversità. Se a questo aggiungiamo l'evidenza di un grande cinema, in cui i paesaggi che cambiano, gli interpreti e la musica sembrano danzare all'unisono una ballata disperata senza scampo, allora, forse, diventa facile per lo spettatore riconoscere la presenza di una visione unica e irrepetibile nell'immaginario cinematografico. E nella quale la mano dell'autore, (con quegli scatti di montaggio che anticipano spesso le inquadrature successive) si rivela in tutta al sua destabilizzante natura.
E quando il desiderio di libertà si cristallizza in fuga e assume sembianze allucinatorie e lesionanti, come nella sequenza dell'acido, le voci e le immagini si fondono, delirano, e trascinano chi guarda lentamente alla deriva."

Classico road movie lungo le polverose strade americane in sella ad un chopper accompagnato da una splendida colonna sonora.


IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI

"Mr. Fogg scommette con gli amici che farà il giro del mondo in soli 80 giorni. Alla fine la scommessa sembra perduta per sole 24 ore. Sorpresa finale.
Tratto dal romanzo (1873) di Jules Verne non è un film, ma un filmone, un filmissimo. 160 giorni di lavorazione e più di 40 star compaiono nel viaggio. Niven è impeccabile, la MacLaine sprecata e Cantinflas eccede.
Prodotto da Michael Todd che ne è il vero autore, girato in Todd AO, incassò 23 milioni di dollari, ebbe 5 premi Oscar (miglior film, sceneggiatura, fotografia, musica, montaggio).
AUTORE LETTERARIO: Jules Verne"

Un viaggio tra le meraviglie del mondo, una bellissima fotografia che racchiude in se la suggestione di immagini da cartolina retro.

LA MIA AFRICA

"Nel 1914 la danese Karen Dinesen arriva nel Kenya per occuparsi di una piantagione di caffè, acquistata dal marito (e cugino), il barone svedese Bror von Blixen-Finecke che, dopo averla contagiata di sifilide, la trascura.
Divorziata, s'innamora di Denys Finch-Hatton, inglese avventuroso, che muore in un incidente aereo.
7 premi Oscar (film, regia, musica, scenografie, sceneggiatura, suono, fotografia) per il più accademico dei film di Pollack: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta.
Sceneggiatura di Kurt Luedtke, basata sul libro omonimo (1937) di ricordi di Isak Dinesen, pseudonimo di Karen Blixen.
AUTORE LETTERARIO: Karen Blixen."

La magia dei colori dell'Africa che catturano con la loro insita nostalgia.


Schede Film 
http://www.mymovies.it/

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